"MICHEL PETRUCCIANI-BODY & SOUL"

E’ un documentario su Michel Petrucciani, uno dei giganti mondiali del Jazz. A dispetto delle sue ridottissime dimensione. Per una malattia genetica (l’osteogenesi imperfetta), era alto un metro, e l’ossatura fragilissima; anche per questo, le sue mani normali erano velocissime, e lo rendevano un virtuoso del piano. Compositore e fantasista tra i più eterodossi e free, è uno dei pochissimi europei assurto all’Olimpo del Jazz.  Il regista e sceneggiatore è Michael Radford, il coautore di “Il Postino”. E’ un bellissimo film (FRA-ITA-GER, 11), anche per chi non è amante del jazz. Il regista ha scandagliato la ricca e sfaccettata personalità di questo Musicista, cogliendone i numerosi aspetti. In particolare emerge la sua irrefrenabile energia e voglia di vivere. Quasi famelica. Sapendo di essere a tempo, è morto nel 99 a 36 anni, aveva il desiderio, anzi: la frenesia, di assaggiare, godere, sperimentare su di sé tutto. Ha avuto numerose e bellissime donne, tra cui ha folleggiato direi con superficialità affettiva: ha avuto anche un figlio, al quale ha trasmesso la malattia, pur sapendolo. Il punto di vista è unificato grazie al fluido scorrimento del montaggio, curato dal navigato Yves Deschamps, senza tralasciare le ombre: per questo emerge un’umanità ancora più affascinante. Egli rispondeva al destino sviluppando il mostruoso talento naturale, che apparteneva a tutta la famiglia, in modi ossessivi fin dalla più tenera età. Dalla Francia, l’ha portato subito in Usa: solo lì poteva essere educato ed esprimersi a livelli adeguati. A ogni performance corrispondeva un superamento della soglia del dolore fisico, che egli accettava e dava quasi per scontato: addirittura con grazia e semplicità. Il regista non dà alcun spazio alla retorica, o all’enfasi; accompagna con umanità e silenzio il percorso di questo eroe della vita.

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